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Mario Alberto Catarozzo
Gestire il tempo nell'attività professionale
Copyright © 2012-2013 Alpha Test S.r.l.
Via Mercalli 14, 20122 Milano (Italy)
Tel. 02 5845981 - fax 02 58 59896
www.sironieditore.it
ISBN: 978-88-483-1569-2
prima edizione ebook: febbraio 2013
Collana: Studi Professionali
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A mia figlia Sara,
perché il tempo possa essere
il suo miglior alleato nella vita
Prefazione
di Giovanni Lega [1]
Da quasi trent'anni (dal mio rientro dagli USA) nel corso della mia pratica
professionale sto cercando sia come professionista sia come Presidente di ASLA
(Associazione Studi Legali Associati) di modernizzare la professione forense anche
attraverso strumenti non necessariamente e prettamente tecnici.
Anzi, sono proprio gli aspetti non tecnici, ma altrettanto importanti, che sono stati la
più grande carenza per l'evoluzione di una vasta fetta di professionisti italiani, al fine
di tenere il passo con i nostri fratelli europei.
Ho avuto la fortuna di conoscere Mario Alberto Catarozzo, l'autore di questo libro,
anni fa, rendendomi immediatamente conto che anche grazie a lui si sarebbe
finalmente stati in grado di affrontare tematiche e situazioni (spesso mentali) che
l'avvocato italiano in generale non aveva mai con disciplina considerato.
Sì, perché l'avvocato italiano è in primo luogo italiano e come tale, intuitivo,
spontaneo, emotivo, creativo, ma raramente disciplinato, programmato, organizzato.
Il tempo, risorsa fondamentale, diventa quindi una variabile indipendente perché
nella mancanza di punti di riferimento viene gestito in maniera irrazionale e confusa
creando anche negli altri lo stesso tipo di sensazione.
Pensando a questo, mi è molte volte tornata in mente la famosa frase del
Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: cambiare tutto per non cambiare nulla.
In effetti, l'avvocato italiano si scontra con un'atavica avversione ai cambiamenti,
quasi oscurando la realtà circostante, al punto da non voler neanche vedere ciò che nei
fatti già esiste.
Questa attitudine, di conseguenza, porta a una mancanza quasi genetica di capacità
di pianificazione, di adattamento e di individuazione di obiettivi.
Ammetto che il sistema paese e le Istituzioni dell'Avvocatura hanno certo
contribuito a questo stato di cose. Basti pensare che alcune delle leggi di riferimento
per le associazioni professionali, datate 1939 (oggi abrogate con il decreto Salva
Italia), non sono ancora state sostituite; che in Italia (mentre è presente in tutti i paesi
europei) non esiste una legge sui cosiddetti "Professionisti Dipendenti", né sulle
Società di Capitali fra professionisti (solo genericamente ammesse dalla legge n. 183
del 2011 e dalla n. 27 del 2012); e che lo scempio fatto a livello di istruzione
universitaria ha generato un "parco avvocati" in Italia di circa duecentosettanta mila
teste, in crescita di trenta mila circa ogni anno.
Purtroppo è questo stato di cose che mi convince sempre più che nella realtà odierna
solo gli avvocati che saranno in grado di saper accettare i cambiamenti, gestire le
proprie risorse e capirne gli scopi, utilizzare idoneamente la tecnologia, in sintesi
gestire propriamente il proprio tempo, saranno quelli in grado di aver successo in un
ambiente così "illogicamente" competitivo.
Questo libro è senza dubbio uno strumento fondamentale per la comprensione di
molte tematiche ignorate dai più e per l'inizio o la continuazione di un percorso di
successo.
[1] Giovanni Lega, avvocato, è Presidente di ASLA (Associazione Studi Legali
Associati). Laurea in legge alla Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,
Master in Law and Economy Harvard University, nel 1988 fonda LCA Studio legale
che nel 1996 diventa lo studio con il quale fonda in Italia Freshfields divenendone
Managing Partner e membro del World Partnership Council. Nel 2004 rifonda LCA &
Associati.
Introduzione