Lauda natalizia da Iacopone da Todi

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Iacopone da Todi
Lauda Natalizia
Iacopone ha subito per secoli la falsa attribuzione di varie poesie
natalizie... persino questa sulla Circoncisione: "Pena grande gli daìa /
tal puerile anatomia / per dolor forte pian-gìa / e assai lacrime
versava." (in edizione Tresatti, 1617).
Farina forse buona... ma certo non del sacco, ruvido e splendido, di
Iacopone! Esso, più Passionale che Natalizio, non ci lascia per davvero,
una Lauda di Natale.
Il Poeta possa dunque perdonare questo taglia-incolla dalle auten-
tiche Laude: 32 "O Vérgen plu ca fèmena" e 86 "All'Amor ch'è vinuto".
Tra queste due, la rima non combina: in 32, lo schema metrico è il
semplice (y7x) a7aax, mentre in 86, è il complesso y7zzx, a7bbcabbc-
cddx... pazienza!
Ho sostituito soltanto l'originale "sedia" con "reggia", per collegarmi
meglio al "palazzo" precedente, perché tolsi di mezzo il "trono" origi-
nale. Ho aggiunto gli arbitrari segni di dizione alla lezione canonica M
(F. Mancini, 1974). Qui aggiungere altre note? Mi pare superfluo:
"ché la longa materia / sòl generar fastidia...
chi cce vorrà pensare, / ben ce porrà notare" (Lauda 65).
Buon Natale comunque...
e per qualunque senso se ne possa dare!
Da Laude 32 e 86, INTESTAZIONE
cosi cantò Iacopone da Todi.----------------------------------
All'Amor, ch'è vinuto RIVOLTO AL PUBBLICO
en carne, nnui sé dare, (per darsi a noi)
andemo laude fare
e canto con onore!
Accùrrite, accurrìte!
gente, co' non venete? (venite)
Vita eternàl vedite (vedete)
co la fascia legata. (in fasce)
Lo celo sì abandona (così...
e per terra sì anda; ...così)
ennante sé non manda (davanti a sé)
ricchezza per usare. (da impiegare)
En stalla se vò(l) stare, (vuole stare)
palazzo abandonato;
seco non n'à menato
alcun suo servidore. ----------------------------------
Per reggia tanto bella RIVOLTO A GESU'
presepe hai receputo
e poco f[i]eno ha' '[v]uto, (avesti poco fieno)
o' tu fussi locato. (ove fosti collocato)
Per corona de stella (Al posto di...
en pancilli envoluto; pannolini)
bov'et àsen tenuto, (accompagnato da)
ch'eri sì onorato!
Ora si acompagnato
da Iosep e Maria,
ch'aviv'en compagnia
corte de tanto onore. ----------------------------------
O Maria, co' facivi, RIVOLTO A MARIA
quanno tùne 'l vidivi? (tu lo vedevi)
Or co' non te morivi (or come)
de l'amor affocata? (soffocata)
Co' non te consumavi, (struggevi)
quanno tu li sguardavi,
che Deo ce contemplavi
'n quella carne velata?
Quann'isso te sogìa, (suggeva)
l'amor com' te facìa? (con' te = come ti)
la smesuranza sia (dismisura, eccesso)
èssar da te lattata!
Quann'isso te clamava (chiamava)
e "Mate!" te vocava, (ti nominava Mamma)
co' nno te consumava, (struggeva)
"Mate!" de Deo vocata?
O Madonna, quelli atti (atteggiamenti)
avìvi en quelli fatti...
Quelli 'nfocati tratti (gesti... o spasmi?)
la lengua m'ho mozzata!
Quanno ('l pensièr me struge),
co' fa', quanno te suge? (come fa)
Lo lacremàr non fuge (è inevitabile)
d'amór che tt'à legata! ----------------------------------
Voglio oramai far canto, RIVOLTO A SE STESSO
ché l'amór meo è nato
e ha me recomparato, (riscattato)
d'amór m'à messo anello; (anello nuziale)
l'amór m'encende tanto,
ch'en carne me ss'è dato;
terròlo n'me abracciato,
ch'è fatto meo fratello. ----------------------------------