Massimo Luccioli

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Citta di Terni
MASSIMO LUCCIOLI
Spazio e tempo dell’evocazione
Dunarobba (TR) - Centro di Paleontologia vegetale
Aprile | Maggio 2011
testi
Giuseppe Chianella SINDACO DI DUNAROBBA (TR)
Mariano Apa
foto
Vincenzo Quondam, Massimo Luccioli
Walter Franzò per gentile concessione di Antonio Fancello
grafica
Antonio Picardi
ringraziamenti
Netta Vespignani, Daniele Sabbatini

MASSIMO LUCCIOLI
Spazio e tempo dell’evOcazione


Il catalogo che ho il piacere di presentare propone un artista Massimo Luccioli , scultore che opera a Tarquinia, terra etrusca, ed uno
scultore che usa la terracotta e che proporrà le proprie opere nel centro di documentazione del a Foresta Fossile di Dunarobba e
nel a Biblioteca comunale ad Avigliano Umbro. Il materiale usato nel e sue opere lega l’artista al a nostra terra , la foresta fossile infatti
arriva a noi grazie al ’argil a quel materiale che ha permesso la conservazione dei tronchi per milioni di anni e la presenza, nel o stesso
luogo, del e fornaci di laterizi attribuisce al ’argil a un posto nel a storia e nel a memoria del a nostra comunità, storia e memoria che
ritroviamo quindi anche nel a poetica di Luccioli.
Questo materiale che ha permesso al ’uomo dal a preistoria ai giorni nostri e nei diversi secoli di vivere attraverso oggetti direttamente
da esso ricavati è un materiale “povero” fatto di terra, acqua e fuoco tre elementi essenziali nel a vita del ’uomo su questa terra, e ci
piace pensare che le mani di uno scultore model ino questi elementi e ci propongano appunto sentimenti ed emozioni.
Altri artisti sono stati proposti nel centro di documentazione del a Foresta Fossile con dinamiche rappresentative diverse con ricerche
personali e sempre suggestive legate però in qualche modo al a Foresta Fossile. La scelta di proporre questo artista nel a settimana
del a cultura sottolinea l’attenzione che l’amministrazione comunale dedica a questo settore e conferma Avigliano Umbro un
luogo virtuoso e sensibile nel dibattito culturale più generale. L’altro aspetto di vitale importanza è la scelta del a biblioteca come
spazio dedicato anche a mostre e dibattiti e quindi luogo interattivo dove l’incontro, l’osservazione, la riflessione ed il confronto
debbono esserne gli elementi dominanti del a sua funzione. L’operazione culturale quindi non è mai fine a se stessa e contribuisce
al a riappropriazione da parte del e comunità del territorio e del a sua identità e diventa per certi aspetti anche strumento di governo
dei territorio del a sua valorizzazione e del a sua consapevole fruizione. L’amministrazione comunale ha investito notevolmente
nel a cultura in questi anni, forse anche contro corrente, questa iniziativa è un ulteriore contributo prezioso e porgo un doveroso
ringraziamento a tutti coloro che hanno col aborato al a sua realizzazione.
Il Sindaco
Arch. Giuseppe Chianella


Mariano Apa
Spazio e tempo dell’evOcazione nell’Opera
di MASSIMO LUCCIOLI


Non si danno natali per la burocrazia catastale. Si nasce turgida. E’ solo quando si arriva ala tarda Tomba del tifone che
per amministrazione divina. Cittadini del ’Universo, vediamo le figure model ate plasticamente, con luci e ombre, al a
viaggiamo nel tempo e ritorniamo da dove siamo venuti, maniera pompeiana. Che meraviglia, quel vecchio mondo, in cui
tra vita e morte, tra risurrezioni e rinominamenti: neanche le cose non apparivano singolarmente, isolate al a mercé del a
fossimo artisti - e beuysiani tutti artisti - capaci di rifondare i luce solare, ma vive e splendenti, in contatto traslucido le une
significati del reale nel duchampiano rade made. Che Luccioli sia con le altre!”: sono pensieri scritti da David Herbert Lawrence nel
etrusco, è dato da vedere a tutti. Non può che essere etrusco il suo “Etruscan Places”,
suo sguardo interiorizzato così felicemente e drammaticamente pubblicato a Londra da Martin Secker nel 1932, e poi nel 1985
e tristemente ed euforicamente “forte”: come nel a fotografia tradotto in italiano per la senese “nuova immagine”. Lo scrittore
di Vincenzo Quondam che riempie la copertina del bel issimo di “L’amante di Lady Chatterley” – del 1928 – diventa un cronista
libretto del a Thesan&Turan di Montepulciano, “Massimo Luccioli. del a pittura di Luccioli e leggendone questo brano, qui proposto,
Disegni”, benissimo curato da Roberto Savi nel 2008.
e poi rileggendo l’intero corpo dei suoi “scritti etruschi”, sembra
Ed ecco, possiamo leggere di Massimo Luccioli la sua pittura e il proprio che lo scrittore abbia fatto visita nel o Studio del ’artista
suo disegno: “Non è sagomato chiaramente come quel o che noi in quel del a sua Tarquinia – sua, intendendo di Lawrence come
chiamiamo ‘disegno’. E’ un profilo fluttuante, in un’atmosfera in cui di Luccioli -.
le forme prendono corpo tutt’a un tratto. L’artista etrusco sembra Non risulta chiaro “chi sia” contemporaneo “di chi”, se Luccioli di
essere stato in grado di vedere le forme vive riempire a poco a Lawrence o questi del ’altro. Nel flusso del tempo, lo sguardo
poco la propria superficie a partire dal proprio centro più intimo. infilza l’anima. E’ per questo che i filiformi Uomini di Giacometti,
Le curve e i contorni del e sagome, infatti, suggeriscono il moto li si vedono in incamminano per le stanze del Museo Nazionale
interno del ’intimo model arsi del a figura. Ma non c’è plasticità Tarquiniense - ora a dimostrarsi quale accademico Museo
vera e propria: le figure sono proiettate su di una superficie Archeologico Nazionale quasi si trattasse del romano Museo
piatta. Eppure sembrano possedere una muscolarità piena, quasi Nazionale di Vil a Giulia o del fiorentino Archeologico: entrambi

riconvertiti in quel che era, ed è, l’austero Palazzo del Cardinal di Luccioli - sia una invenzione etrusca. E questo disegnare e
Giovanni Vitel eschi in quel di piazza Cavour, quì a Tarquinia -.
pitturare di Massimo Luccioli, si dimostrano essere una ben
Questo essere del a realtà nel e realtà dei fenomeni e degli giustificata risposta al a domanda che si poneva Cardarel i – nel
accadimenti, contemporaneo nel o spazio dilatato del tempo, di là 1929 per il suo “Elegia etrusca”, nel “Sole a picco” - : “Che so io
e al di sopra, e dentro, e fuori da ogni foglio di calendario, da ogni degli Etruschi?”.
cronistoria di cronologia da “Dizionario Storico” in garzantina;
ci autorizza a perderci e a vedere l’intimità di questa pittura, di
questo di Luccioli praticare il disegnare del suo disegno. I grovigli Disincantato sguardo gettato sul mondo, Luccioli si prende
tutta la terra per arginare il cielo. Il fuoco cuoce la terra
dei segni, il pulsare magmatico e l’espandersi di una effervescenza
e nomina ed organizza la materia. E la terracotta vive
da pul ulamento tra cera di zucchero e sazietà di miele, dentro di una propria anatomia. Si vive nel a evocazione del a terra
il rifrigerio tombale nel a calura di un accecato agostano Sole lavorata dagli etruschi nel a loro scienza e nel a loro letteratura,
zenitale, ci coinvolge e ci risucchia dentro l’immagine nostra proponendosi Luccioli con le sue opere di terracotta in una sorta
come davanti ad uno specchio.
di scultura che si esplicita quale “non-scultura”.
Ciascuna di queste opere, in pittura di Massimo Luccioli, si Scultura di “non-scultura”, queste opere si realizzano per
dimostra essere l’autoritratto del ’artista per poter essere, quindi, figurazione di “organicistica astrazione”. Propriamente questa
il ritratto di ciascuno di noi che l’opera ci si spinge a vedere di scultura è una evocazione del a tecnica e del procedimento
innanzi, faccia a faccia. Vedere queste opere dipinte e disegnate – operativo dei suoi antichi progenitori etruschi. E proviene dagli
e disegnate perché sono dipinte e dipinte perché sono disegnate - Etruschi quel voler da parte di Luccioli come praticare in terracotta
è rileggerne l’anatomia del a nostra anima, vedere svelati i nostri la pittura parietale che adorna lo spazio del e opere realizzate
intimi pensieri e nostri sogni segreti: in questo senso la tomba è che si permettono di esprimere – e a noi ci si permette, vedendo,
etrusca in quanto è luogo del luogo del viaggio che ci autorizza di ascoltare - il loro raccontare. Imponendosi la sottigliezza del
al ritornare in vita. E’ probabile che “Lost” – come questa pittura foglio di terracotta, l’artista desidera dimostrare del a scultura la