Troviamo la nostra vera natura.pdf

Text-only Preview

-sr6-
-sr6-
Pema Chödrön
Troviamo la nostra vera natura
-sr6-
Trovare la nostra vera natura
In uno dei suoi discorsi brevi, il Buddha afferma che i cavalli si dividono in quattro
categorie: eccellenti, buoni, mediocri e pessimi.
Secondo il sutra (discorso o insegnamento del Buddha) il cavallo eccellente si
muove prima ancora di sentire sulla schiena il colpo della frusta: l’ombra della frusta
o il più piccolo richiamo del cavaliere sono sufficienti a farlo avanzare. Il cavallo
buono si muove alla minima frustata. Il cavallo mediocre non si sposta finché non
sente dolore, e il cavallo pessimo aspetta che il dolore gli penetri fin nel midollo delle
ossa.
Nel suo libro Mente zen, mente di principiante, Shunryu Suzuki afferma che
quando si ascolta questo sutra si vorrebbe sempre essere il cavallo eccellente; ma in
realtà, durante la meditazione, non ha proprio alcuna importanza che voi siate il
cavallo migliore.
Suzuki precisa che, in effetti, è il cavallo più scadente il praticante migliore.
Attraverso l’esperienza ho capito che la pratica non ha nulla a che vedere con
l’essere il cavallo eccellente o quello buono, mediocre o pessimo.
La pratica consiste nello scoprire la nostra vera natura, e nel parlare e nell’agire in
conformità con essa. Qualunque sia la nostra natura, sono la nostra ricchezza e la
nostra bellezza ciò a cui gli altri sono sensibili.
Un giorno dissi a Chögyam Trungpa Rinpoche che non riuscivo a praticare nella
maniera giusta. Avevo appena iniziato le pratiche vajrayana1 e avrei dovuto praticare
le visualizzazioni, ma proprio non ci riuscivo. Provavo e riprovavo ma non visualizzavo
un bel niente. Mi sentivo una specie di impostore, perché la pratica non mi veniva
naturale. Ero molto avvilita, perché tutti gli altri sembravano avere ogni sorta di
visualizzazioni e procedevano senza problemi. Rinpoche mi disse: “Diffido sempre di
quelli che affermano che va tutto bene. Credere che vada tutto bene, in genere è
una forma di arroganza. Se una cosa ti riesce troppo facile, ti rilassi: vuol dire che non
stai facendo un vero sforzo, e quindi non saprai mai cosa significhi vivere fino in
fondo la condizione umana”. Così mi incoraggiò, dicendo che finché si hanno tali
dubbi la pratica sarà corretta. Quando si comincia a credere che tutto vada a gonfie
vele e ci si sente orgogliosi e superiori agli altri, allora... attenzione!
Dainin Katagiri Roshi una volta ha raccontato la sua esperienza di sentirsi il cavallo
peggiore. Quando si recò negli Stati Uniti era un giovane monaco di quasi trent’anni.
Da molto tempo era monaco in Giappone, dove tutto era così preciso, chiaro e
pulito. Negli Stati Uniti i suoi discepoli erano hippie con i capelli lunghi e sporchi, che
andavano in giro scalzi e vestiti come straccioni. Non gli piacevano. Era più forte di
lui: non poteva proprio soffrirli, quei tipi! I loro modi erano per lui un’offesa totale.
Raccontò: “E così, per tutto il giorno, davo insegnamenti sulla compassione, e la sera
tornavo a casa e piangevo dalla disperazione, perché mi rendevo conto di non
provare neanche un briciolo di compassione.
Download Full Version